Galleano Restauri

Galleano Restauri

Restauro Conservativo di Mobili

RESTAURO MOBILI

Armadio Castello di Barolo (CN)

Questo armadio era stato per decenni nei solai del castello, prima di essere ri-valorizzato con il restauro. Epoca fine settecento. Legno pioppo

Armadio Comune di Carmagnola (TO)

Armadio stile ‘700 Noce prov. Piemonte. Quando lo abbiamo ritirato non c’ erano che le porte, un pezzo di cornicione inferiore e una gamba. Il resto dell’ armadio è stato da noi costruito con legno della medesima specie (noce nazionale) e levigato con pialletti a mano e raschietti in modo da ottenere una sintonia estetica con le ante autentiche. Finitura a cera d’ api.

Armadione del '700

Grande armadio di un convento di frati. Epoca fine XVIII sec, legno pioppo

Caminiere Castello di Racconigi (TO)

Si tratta di tre prestigiose caminiere (nate per chiudere i vani dei camini durante il loro inutilizzo, per evitare fastidiose correnti d’ aria) costruite secondo i canoni dello stile “Carlo X” (1830 c.ca). Anzi, ne “Dettano” i canoni!In una delle caminiere vi è dipinto sul legno la parte posteriore del castello di Racconigi. Esse fanno parte degli arredi di Carlo Alberto.

Cassettone

Come accade spesso, una delle soddisfazioni più grandi del nostro lavoro è vedere le espressioni meravigliate dei nostri clienti. In questo caso il proprietario ci chiese se volevamo comprarlo a poco prezzo, ignorando l’importanza del mobile. Naturalmente, dopo avergli illustrato le caratteristiche e il reale valore il manufatto ci fu affidato per il restauro. Il cassettone fu costruito nel basso piemonte nel XVIII secolo in legno noce con applicate “formelle” di ulivo sui cassetti e lastronature di noce sulle traversine e sui montanti. La maniglieria originale fu già sostituita com pomelli ottocenteschi. E’ stata nostra cura ricercare una maniglieria adeguata.

Cassettone del XVIII secolo

Cassettone del XVIII secolo piemontese in legno noce con intarsi in legno bosso e olmo di diverse sfumature. Per molto tempo il mobile fu usato per riporre gli attrezzi in una cascina agricola. Alla morte dei proprietari l’erede della casa ci consultò per valutare il valore degli arredi. Essi si rivelarono mobili di scarso valore, costruiti intorno agli anni ’60. Mentre ci congedavamo, notammo un cassettone sotto alla tettoia, pieno di attrezzi che debordavano dai cassetti semi aperti. Dopo averlo fatto notare al cliente, il cassettone ci fu affidato per il restauro.

Cassettoni Castello Racconigi

Trattasi di due copie di cassettoni che costituiscono senz’altro l’ apice dello stile Carlo X in Italia, insieme agli altri arredi di cui fanno parte. Si trattta degli arredi degli appartamenti del re Carlo Alberto nel castello di Racconigi. I materiali impiegati sono, per i cassettoni chiari, legno mogano per lo scafo, impiallicciato con acero fiammato e acero “occhio di pernice”. Gli intarsi sono in palissandro, le modanature e le colonne sono in mogano Per i cassettoni scuri: lo scafo è in mogano, lastronato in radica di mogano sul frontale e intarsiato con filettature di ebano e di ottone. Quando li abbiamo ritirati (non senza un certo timore reverenziale) erano sostanzialmente in buono stato, grazie ai materiali impiegati di qualità eccelsa, all’ estrema precisione degli incastri e alla tipologia costruttiva. Accusavano comunque delle lacune. In particolare i cassetti sforzavano, due ante si erano staccate con relativa rottura delle cerniere e mancavano alcuni particolari di cornici e di lastronatura. Gran parte dei filetti di ottone si erano staccati parzialmente e penzolavano attorciliati perdendo ogni forma originaria! Il metter mano su tali manufatti, attribuiti tra l’ altro al famoso ebanista Gabriele Capello, ha veramente richiesto tutta la “scienza” dei Galleano, sia nella ricerca di materiali “il più simile possibile” agli originali, che nell’ esecuzione delle parti mancanti.

Ribaltina Piffetti Castello di Stupinigi

Castello di Stupinigi -TO La ribaltina è attribuita all’ebanista settecentesco Pietro Piffetti. E’ un’opera costruita con legni preziosi, avorio e tartaruga. Essa fu oggetto di un furto durante il quale subì notevoli danni. In particolare, dopo il ritrovamento da parte dei Carabinieri, una gamba posteriore era rotta e vi erano profondi segni sulla anta-ribalta di un cacciavite usato per forzarne l’apertura.

Console Noce XIX sec Castello di Barolo (CN)

In questo caso il principale intervento è stato il consolidamento strutturale. I perni che tenevano ancorate le gambe alla base inferiore erano rotti e sono stati ricostruiti. Ciò ha comportato lo smontaggio parziale del manufatto. Le operazioni di pulitura hanno riportato in luce la verniciatura a gommalacca originaria. Foto prima e dopo.

Consolle VIII sec Duomo di Alba (CN)

Alcuni particolari della scultura erano andati persi e, d’ accordo con il soprintendente, sono stati ricostruiti. Quando è stata ritirata, la consolle era semi-distrutta, ma grazie ad un paziente intervento di consolidamento strutturale è ora tornata solida.

Culla di Carlo Alberto Castello di Racconigi

Questa opera d’ arte è un capolavoro sia stilistico che costruttivo. Implicava conoscenze artistiche e manualità furi dal comune dell’ esecutore (Gabriele Capello detto “Il Moncalvo” per la sua provenienza da Moncalvo d’ Asti). Durante il restauro ho letteralmente “sudato freddo”, in quanto si trattava di riaccostare intere porzioni di impiallicciatura che si erano staccate parzialmente, per di più su una superfice sferoidale.

Letto di Silvio Pellico Castello di Barolo (CN)

Alcuni particolari prima e dopo il restauro.

Pianoforte Castello di Racconigi

Il pianoforte, interamente lastonato in mogano (a parte le gambe tornite e intagliate in mogano massello) fa parte degli arredi di Carlo Alberto nel Castello di Racconigi. ed è stato restaurato sul posto. Il nostro intervento non ha contemplato il meccanismo interno, perchè non è di nostra competenza.

Poltroncina a Pozzetto Castello di Racconigi

Tale manufatto appartiene agli arredi di Carlo Alberto nel Castello di Racconigi (CN). la poltroncina è attribuita al famoso ebanista dell’800 Gabriele Capello detto “il Moncalvo” (per la sua provenienza da Moncalvo d’Asti). La poltrona, di esecuzione magistrale, è in legno acero con filettature e intarsi in legno palissandro.

Porte interne Castello di Racconigi

Le pregevoli porte in mogano negli appartamenti di Carlo Alberto nel castello di Racconigi sono state asportate dalle loro sedi e restaurate in Laboratorio in quanto, seppur in buono stato di conservazione, si erano parzialmente staccati i filetti di ottone e le parti uscite dalle sedi si erano “arricciate” perdendo ogni forma originaria. Ci è voluta molta pazienza e (modestamente) abilità manuale per raddrizzare tali filetti e reinserirli nelle proprie sedi. Tra le porte spicca la c.d. “porta del Pregadio”, costruita in noce, impiallicciata in palissandro e con filetti eseguiti magistralmente (dato la complessità del disegno) in acero. In passato la porta fu rimossa e con il presente restauro è stata collocata nella presunta sede originale. Sono ricorrenti tra i fregi le palmette palagian

Ribalta del '700

Ribalta piemontese, epoca XVIII secolo (collezione privata). La ribalta è lastronata in radica di olmo e intarsiata in legno di bosso, con traverse e fascie perimetrali di legno palissandro. Il cassettone-ribalta presentava i normali segni di vetustà e degrado comuni ai mobili molto antichi. Si riscontravano: scheggiature e “bugnature” sulle radiche e sugli intarsi dovuti all’ eccessivo riscaldamento nei mesi invernali; lievi svergolamenti nei cassetti e dell’ anta ribaltabile; consunzione delle guide dei cassetti con relativa difficoltà di scorrimento. In particolare il mobile era ricoperto da una vernice stesa nella metà del XX secolo e diventata rossastra a causa di anomala ossidazione nel tempo. Essa annebbiava l’ originario gioco cromatico delle radiche e degli intarsi. Si è subito appurato trattarsi di vernice autarchica in uso nella II guerra mondiale quale surrogato alla vernice gommalacca diventata allora irreperibile. Questa nuova vernice dava sul momento ottimi risultati salvo poi arrossarsi dopo circa vent’ anni. La vernice coprente è stata asportata con adeguati solventi leggeri e con l’ ausilio di cotoni idrofili incolore, recuperando integralmente l’ originaria patina sottostante dal bel colore paglierino dell’ olmo. La ribalta è stata successivamente verniciata a gommalacca (con la tecnica “a stoppino”) come in origine e rifinita con leggera “velatura” di cera d’ api.

Secretaire Tartaruga Castello di Racconigi

Particolarissimo secretaire di stile “Napoleone III”. la parte sopra è lastronata con carapace di tartaruga e sinuosamente filettato in ottone. prima del restauro le lamine di ottone erano quasi del tutto staccate e ritorte ed è stata necessaria tutta la pazienza di cui siamo capaci per riportarli alla forma originale.

Sedia Luigi Filippo

Sedia Moncalvo Castello di Racconigi

Sedia in stile Carlo X dopo il restauro. Tale manufatto appartiene a un gruppo di 10 sedie facenti parte dell’arredamento di Carlo Alberto nel Castello di Racconigi (CN). Per la loro esecuzione magistrale sono state visionate nel nostro laboratorio da diversi professionisti del settore e da docenti di restauro. Dopo averle ben esaminate sono rimasti interrogativi su alcune tecniche impiegate.

Mobile Toeletta

Mobile toeletta: questo prezioso manufatto appartiene agli arredi del re Carlo Alberto presso il castello di Racconigi. Esso è attribuito a Gabriele Capello (detto il Moncalvo per la sua provenienza da Moncalvo d’Asti). Questa toeletta rappresenta un ottimo esempio dello stile Carlo X in italia. I legni impiegati sono lastronature di acero marezzato e acero”occhio di pernice”e filetti in palissandro applicati su una base di noce.